Paesaggio storico di Nettuno con atmosfera vintage

La Storia del Campo della Memoria

Un viaggio attraverso le origini, lo sviluppo e il significato del sacrario dedicato ai Caduti della RSI a Nettuno

Cronologia Storica

Dalla Fondazione ad Oggi

Le tappe fondamentali che hanno segnato la storia del Campo della Memoria e dei suoi Caduti

1944

Lo Sbarco Alleato e la Battaglia di Nettunia

Il 22 gennaio 1944 gli Alleati sbarcarono tra Anzio e Nettuno aprendo il fronte del sud Pontino. L'obiettivo era quello di aggirare le linee tedesche sulla Gustav, colpendo alle spalle Roma. Inizia una delle battaglie più drammatiche e trascurate del secondo conflitto mondiale.

Le forze italo-tedesche oppongono una feroce resistenza. Partecipano reparti regolari della Wehrmacht e della RSI, tra cui i battaglioni "IX Settembre", "Barbarigo", "Vendetta" e "Nembo". Giovani volontari italiani, scarsamente armati ma determinati, combattono per difendere l'onore di una Patria divisa.

  • 22 gennaio: Sbarco angloamericano tra Anzio e Nettuno
  • 24 gennaio: Arrivo del I Battaglione M "IX Settembre" a Nettuno
  • 9 febbraio: Il Battaglione "Nembo" si schiera tra Ardea e Pomezia
  • 1-2 marzo: Il "Barbarigo" della Xª MAS difende il Canale Mussolini
  • 21 marzo: Il II Battaglione SS "Vendetta" entra in linea a Borgo Flora
  • Aprile - Maggio: Durissimi scontri sulla linea Cisterna - Campoverde
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In quel lembo di terra tra Anzio e Nettuno si consumò l'olocausto ignorato del soldato italiano.

Pietro Cappellari, Campo della Memoria
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Questi combattenti non combatterono per ideologia, ma per un ideale patriottico. Il loro sacrificio, ignorato dalla storiografia ufficiale per oltre cinquant'anni, è il cuore della memoria raccolta nel Sacrario di Nettunia.
GIUGNO 1944

La ritirata e l'abbandono dei caduti

Dopo mesi di stallo e migliaia di perdite, gli Alleati sfondano verso Roma. I reparti della RSI, in condizioni disperate, si ritirano verso nord. I caduti italiani restano insepolti sui campi di battaglia. Nessuna autorità si occuperà di loro.

Inizia il lungo oblio dei combattenti della RSI: nessun riconoscimento ufficiale, nessuna tomba, nessuna medaglia. Solo l'erba e il silenzio sui luoghi dove morirono.

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"Nei pressi del Canale Mussolini, le salme dei marò rimasero insepolte per settimane. Alcuni contadini le coprirono con stracci o le seppellirono sotto mucchi di sassi."

Relazioni tedesche e testimonianze locali, 1944
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1946

Le prime ricerche dei Caduti

A guerra finita, nessuno cercava i morti della Repubblica Sociale Italiana. Nessuno, tranne una donna: Raffaella Duelli. Ex ausiliaria della Xª MAS, iniziò da sola una missione: ritrovare, identificare e dare degna sepoltura ai compagni caduti durante la battaglia di Nettunia.

Con l'aiuto del maggiore tedesco Seifert, percorse per anni le campagne tra Nettuno, Campoverde, Valvisciolo e Cisterna, scavando tra i campi e interrogando i contadini. Recuperarono decine di resti, spesso sepolti in fosse comuni o abbandonati nei fossi.

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"Operai semi-clandestini di un'opera di Amore. Amore solo, per quei nostri amici ai quali era sempre più difficile dare un nome, un'identità."

Raffaella Duelli
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1947

Valvisciolo, Latina, Campoverde: le esumazioni

Le ricerche proseguono: con il permesso informale di alcune autorità tedesche, Raffaella si arrampica fino alla Badia di Valvisciolo, luogo di morte per numerosi combattenti italiani. Con Luca e Silvana Millefiorini scava a mano, con picconi e pale. Ogni scheletro viene avvolto in panni, ogni nome segnato con una croce di legno.

  • Scoperta delle fosse nei pressi della Badia
  • Trasferimento provvisorio in cassette di legno o zinco
  • Conservazione temporanea presso casa Duelli a Roma
"Ad ogni ritrovamento, veniva detto un rosario. Il rispetto verso quei corpi era assoluto, nonostante il silenzio dello Stato."
APRILE 1950

La missione del Verano

Dopo anni di tentativi, Raffaella riesce a ottenere l'autorizzazione per la tumulazione di 32 caduti presso il Cimitero Monumentale del Verano, in una tomba privata acquistata dalla sua famiglia. Il trasporto avviene con un camion della Polizia Stradale. Nessun rappresentante dello Stato è presente.

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"Su un camion, con poche casse, accompagnammo quei corpi come fratelli. Non c'erano fanfare, solo silenzio e onore."

Testimonianza riportata nel libro
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Quella tomba del Verano diventerà per quasi 60 anni l'unico luogo di memoria ufficiale per i Caduti della RSI nel fronte di Nettunia.
ANNI '70

Silenzio e rimozione

Durante gli anni Settanta, il ricordo dei Caduti della RSI resta tabù. Nessun manuale scolastico, nessuna commemorazione, nessuna targa ufficiale. Solo nel circuito privato dei reduci e delle famiglie si mantiene viva una memoria spesso clandestina, tramandata in silenzio.

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"Per la Repubblica nata dall'8 Settembre, i combattenti della RSI erano dei fantasmi."

Pietro Cappellari
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Raffaella Duelli continua a curare la tomba dei 32 caduti al Verano con visite settimanali. Nessun altro si fa carico della loro memoria.
GIUGNO 1987

Il Primo Raduno Nazionale della Xª MAS

Per la prima volta dopo 40 anni, i reduci della Xª MAS si ritrovano a Roma per un raduno nazionale. L'evento è una svolta: emerge in modo netto il senso di ingiustizia, l'assenza di un luogo sacro per i propri caduti, e la necessità urgente di rimediare.

  • Visita ai luoghi dello scontro: Aprilia, Campoverde, Nettuno
  • Constatazione: "non c'è nulla, nessun cippo, nessuna croce ufficiale"
  • Unico luogo di ricordo: la tomba privata di Raffaella Duelli
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"Era come se quei ragazzi non fossero mai esistiti. Eppure combatterono, morirono. Nessuno li ricordava."

Reduci del Barbarigo, 1987
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OTTOBRE 1987

L'idea di un Sacrario

Durante il raduno annuale del Battaglione "Barbarigo" a Lerici, Alessandro Tognoloni – decorato con Medaglia d'Oro al Valor Militare – lancia l'idea: costruire un vero Sacrario per i Caduti RSI del fronte di Nettunia. L'obiettivo: onorare tutti i volontari, a prescindere dal reparto.

  • La proposta viene accolta da Mario Tedeschi e Augusto Sinagra
  • Si pensa a Nettuno, non lontano dalla zona dello sbarco
  • Parte la raccolta fondi tra i reduci, "gara di generosità"
Mario Tedeschi scriverà più tardi: "Sì bella e perduta. Storia del Fronte Sud di Roma" (1993), opera fondativa per il Campo della Memoria.
1989

Scelta del terreno e nascita dell'Associazione

Viene identificato un appezzamento di terreno a Nettuno, a poca distanza dal Cimitero Americano. È una zona abbandonata, utilizzata come discarica. Ma per i reduci, è "terra sacra": qui caddero molti dei loro camerati.

Nasce formalmente l'Associazione Campo della Memoria, con lo scopo di erigere un sacrario. Il progetto viene affidato all'ingegnere Bruno Lazzarotto, ex volontario della RSI, che redige un piano sobrio, in linea con lo spirito del luogo.

"Era necessario un luogo che non fosse solo memoria, ma anche redenzione. Una risposta alla damnatio memoriae imposta dal dopoguerra."
1991

Inizio dei lavori e posa della prima pietra

Dopo la bonifica manuale del terreno da immondizia e sterpaglie, iniziano i lavori per la costruzione del Campo della Memoria. Tutto viene finanziato da privati, senza un centesimo pubblico. I lavori sono eseguiti anche da volontari e reduci stessi.

  • Livellamento del terreno e costruzione dei primi muretti perimetrali
  • Installazione delle prime croci commemorative
  • 1991: Solenne posa della prima pietra alla presenza di familiari e combattenti
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"Non era un cimitero. Era un giuramento. Pietra su pietra, senza permessi, ma con il consenso del cuore."

Racconto di un volontario nei cantieri
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28 MARZO 1993

Inaugurazione del Campo della Memoria

Dopo quattro anni di lavori, viene inaugurato ufficialmente il Campo della Memoria. Presenti oltre 1.500 persone tra reduci, familiari, storici e simpatizzanti. Il sacrario viene consacrato da due cappellani militari. I nomi dei caduti sono incisi su lapidi bianche.

L'evento è ignorato dalla stampa nazionale, ma ha una grande eco nel mondo combattentistico. Per la prima volta, i Caduti della RSI ricevono un luogo fisico, solenne, riconosciuto dal popolo, se non dallo Stato.

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"Un Altare della Patria della seconda Repubblica Italiana."

Augusto Sinagra
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15 GENNAIO 1997

OnorCaduti interviene: proposta di esproprio

L'Ufficio per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa (OnorCaduti) annuncia la decisione di trasformare il Campo della Memoria in un cimitero militare statale. La notizia sembra positiva, ma in realtà cela un pericolo: la possibile cancellazione del sacrario come luogo autonomo e identitario.

Si avvia la procedura di esproprio in base alla legge n.204 del 1951. L'Associazione insorge: l'intento dello Stato sembra quello di spostare le salme altrove, annullando l'intero progetto.

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"Era un colpo di spugna. Un tentativo di nazionalizzare e neutralizzare il significato del nostro Sacrario."

Comitato Associazione CdM
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16 GIUGNO 1997

Esproprio e mobilitazione

Viene notificato l'atto formale di esproprio. Le famiglie dei Caduti si mobilitano, così come numerosi parlamentari e intellettuali. In pochi giorni il Campo diventa un caso nazionale. Decine di lettere e interpellanze parlamentari vengono presentate in difesa del Sacrario.

  • Proteste pubbliche e presidi spontanei presso il Campo
  • Lettere pubbliche di sostegno da Giorgio Albertazzi, Antonio Spinosa, Pisanò
  • Alcuni ufficiali in pensione minacciano di restituire le decorazioni in segno di protesta
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"Se io fossi D'Alema gli direi: sei un cretino!"

Giorgio Albertazzi, attore e intellettuale
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26 OTTOBRE 1997

Il blocco della traslazione

Nonostante tutto, le salme vengono prelevate dal Verano per essere trasferite al Campo. Ma il sindaco di Nettuno ordina il blocco dell'operazione, dichiarando il Campo "non conforme". Le casse con i resti dei caduti vengono così dirottate presso il Sacrario delle Fosse Ardeatine. Un'umiliazione profonda.

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"Il Sindaco di Nettuno volle poi infierire, emanando un ordine di demolizione per le strutture del Campo."

Pietro Cappellari
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L'episodio lasciò un segno indelebile: per molti reduci fu l'ennesima "morte" dopo quella del 1944.
16 GIUGNO 2005

Finalmente: la grande traslazione

Dopo anni di battaglie legali e morali, viene autorizzata la traslazione delle salme dei 65 Caduti RSI dal Cimitero del Verano al Campo della Memoria. È una cerimonia solenne, partecipata, toccante. La memoria privata diventa finalmente memoria pubblica.

  • Presente un picchetto armato, due cappellani militari e centinaia di reduci
  • I nomi vengono letti uno ad uno, accompagnati dal suono del silenzio militare
  • Le croci vengono benedette e fissate al suolo in ordine perfetto
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"La missione era finalmente compiuta. Raffaella Duelli, vestita di nero, pianse in silenzio. Aveva vinto lei."

Pietro Cappellari
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Molti dei partecipanti avevano combattuto fianco a fianco con i caduti traslati. Per loro fu come riportarli a casa, uno per uno.
AUTUNNO 2005

Il saluto di Raffaella

Poco dopo la cerimonia, Raffaella Duelli si ammala gravemente. Morirà pochi mesi dopo, lasciando scritto di voler essere sepolta accanto ai suoi "ragazzi". Il suo desiderio viene esaudito. Oggi riposa al Campo, come una madre tra i suoi figli.

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"Poteva finalmente raggiungere quei Soldati Caduti. E da lì a poco tempo li raggiunse."

Epigrafe sulla sua tomba
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Il Campo della Memoria non sarebbe mai nato senza la sua determinazione. La sua tomba è oggi uno dei punti più visitati del Sacrario.
22 GENNAIO 2007

Visita della Marina Britannica

Per la prima volta, una delegazione ufficiale della Royal Navy visita il Campo della Memoria. In un gesto di rispetto senza precedenti, gli ufficiali britannici rendono onore ai caduti italiani della RSI. È un segnale forte: il nemico di ieri riconosce il valore del sacrificio.

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"Confermando pubblicamente l'alta stima che i combattenti della RSI hanno sempre avuto nei Paesi anglosassoni."

Pietro Cappellari
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Gli inglesi deposero una corona di fiori, accompagnati da un picchetto armato italiano. Nessun media ne parlò.
18 MAGGIO 2009

Le Penne Nere al Campo

Una folta delegazione di Alpini visita il Campo della Memoria, guidata da un plotone della Brigata Alpina "Taurinense". È la prima volta che un reparto delle Forze Armate Italiane presta onore ai Caduti RSI. La frattura storica inizia a ricomporsi.

  • Presenti circa 500 Penne Nere
  • In rappresentanza ufficiale: Alpini in armi e in congedo
  • Omaggi anche ai combattenti della Monterosa e della Tagliamento
Molti alpini avevano padri e nonni che avevano combattuto sia sul fronte monarchico che su quello della RSI. Per loro, quel gesto fu riconciliazione.
2009

Riconoscimento morale e storico

Il Campo della Memoria viene ormai considerato il principale luogo di commemorazione dei Caduti RSI in Italia. Riceve visite da parte di associazioni combattentistiche, scolaresche, studiosi e delegazioni militari. È l'unico sacrario italiano dedicato a quei combattenti riconosciuto - di fatto - dallo Stato.

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"Il Campo della Memoria non è un luogo di parte. È un altare del sacrificio, nato per volontà del popolo, non della Repubblica."

Comitato Associazione CdM
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OGGI

Unico Sacrario della RSI riconosciuto in Italia

Il Campo della Memoria è oggi l'unico sacrario militare dedicato ai Caduti della Repubblica Sociale Italiana riconosciuto dallo Stato Italiano. Qui riposano 72 giovani soldati, molti dei quali ignoti, in tombe ordinate e curate. È meta di commemorazioni, studi storici, cerimonie ufficiali e visite internazionali.

  • Gestito dall'Associazione Circolo Barbarigo
  • Ospita ogni anno raduni, messe in suffragio e rievocazioni storiche
  • Simbolo della continuità ideale tra generazioni di italiani fedeli all'onore militare
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"Oggi, nel Campo della Memoria, nonostante le violenze, l'odio antifascista, la fasciofobia, le denunce, le interrogazioni parlamentari, riposano il sonno degli Eroi settantadue caduti della Repubblica Sociale Italiana."

Pietro Cappellari
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"Eh già, noi siamo ancora qua!" — Dott. Alberto Indri
Copertina libro Il Campo della Memoria

Il Campo della Memoria – Il Campo dell'Onore di Nettuno

di Pietro Cappellari

L'opera più completa sulla storia del sacrario, che ne racconta le origini, lo sviluppo e il significato attraverso documenti d'archivio, testimonianze dirette e un'approfondita analisi storica.

Edito da Ritter Edizioni

Significato Storico

Il Valore della Memoria

Perché il Campo della Memoria rappresenta un luogo unico nel panorama italiano

Unico sacrario dedicato alla RSI

Il Campo della Memoria rappresenta l'unico sacrario militare in Italia specificamente dedicato ai caduti della Repubblica Sociale Italiana, rendendolo un luogo di eccezionale valore storico e simbolico.

Testimonianza della complessità storica

Il sito offre una testimonianza tangibile della complessità del periodo 1943-1945, invitando a una riflessione critica su una pagina controversa della storia italiana.

Luogo di riconciliazione

Nel corso dei decenni, il Campo è diventato un luogo dove diverse memorie possono convivere, superando le divisioni del passato attraverso il comune rispetto per i caduti.

Laboratorio didattico

Oggi il Campo svolge un'importante funzione educativa, aiutando le nuove generazioni a comprendere le complessità della storia attraverso un approccio critico e documentato.

Voci dal Passato

Testimonianze Storiche

Le parole di chi ha vissuto e custodito la storia del Campo della Memoria

A tanti resti non siamo riusciti a dare un nome… Avrebbero ormai 70 anni, come noi, ma in quella tomba al Verano rimangono eterni giovinetti.

Raffaella Duelli

Ausiliaria Decima MAS, custode della memoria

Quando sono al Sacrario dei Caduti della RSI a Nettuno, vedo rivivere le gesta di Leonida contro i Persiani. Quel luogo sono le nostre Termopili.

Augusto Sinagra

Avvocato e testimone delle commemorazioni

L’idea di erigere un Campo a Nettuno nacque perché ci sembrò che la morte costasse meno del disonore.

Pietro Cappellari

Storico e autore del volume sul Campo della Memoria

"Mi aiuti, mi aiuti a ritrovare mio figlio..." — disse, appoggiata allo stipite della nostra porta. E lo trovammo, in un femore e in un brandello di biancheria cucita da lei.

Maria Duelli

Madre di un caduto

Non ho tradito! Se la morte ti vorrà in cielo dall’infinito, si udrà più forte, si udrà più santo: Non ho tradito!

Cap. Par. Bonola

Poesia-preghiera dei Volontari RSI

Scagliai la mia pistola scarica contro il carro armato americano. Al momento del rimpatrio, il comandante americano mi disse: “In battaglia vorrei ufficiali come lei”.

Alessandro Tognoloni

Guardiamarina, M.O. al Valor Militare

Addio, fratello mio, avevi solo 17 anni.

Arcangelo

Fratello di caduto, 2004

Sessantacinque caduti che avevano osato dire NO a un esercito straniero... quel 16 giugno 2005 io avevo voglia di piangere. Dopo 61 anni ho anche detto grazie a chi ci aveva aiutato a squarciare tanto Silenzio.

Raffaella Duelli

Ausiliaria Decima MAS

Nel 1945 promisi ai miei commilitoni che non li avrei mai dimenticati. Ho dedicato tutta la vita al loro ricordo.

Mario Varesi

Reduci RSI, classe 1925

Non saprò mai quali motivazioni, quali pensieri abbiano spinto quei poliziotti a scortarci fino a Roma con 32 cassette di zinco: ma so che portarono a sepoltura quei ragazzi con l’onore che meritavano.

Madre di caduto

Testimonianza, 1950

Mi chiedo se l’Italia di oggi non debba cominciare a riflettere sui vinti di ieri... capirne le ragioni aiuterebbe a cogliere la complessità del nostro Paese.

Luciano Violante

Presidente della Camera, 1996

Erano morti di serie B? No, di peggio. Erano fantasmi. Ma han sputato sui loro corpi, han nascosto le loro tombe… non li possono cancellare!

Testimone

Discorso commemorativo

Ogni giorno, con lavoro e cuore, la memoria storica dei Caduti viene sottratta all’oblio e alla demonizzazione.

Valerio Zinetti

Associazione Memento

Combattei fino all’ultimo, e quando non ebbi più proiettili, scagliai la pistola contro il carro armato. Anche il comandante americano mi disse: "In battaglia vorrei ufficiali come lei".

Alessandro Tognoloni

Architetto e veterano RSI

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