Il 2 giugno 2026, presso il Campo della Memoria di Nettuno, si è svolta la cerimonia laica di commemorazione Ignis Aeternus, un momento di raccoglimento dedicato alla memoria dei caduti e al rispetto di un luogo che custodisce una parte importante della nostra storia.
Prima dell’inizio della cerimonia, la giornata è stata aperta da un gesto concreto di cura e rispetto: la sistemazione delle lapidi dei due caduti che non sono mai stati ritrovati.
Un intervento semplice, silenzioso, ma profondamente significativo, compiuto per restituire ordine, dignità e attenzione a chi non ha avuto una sepoltura completa, ma continua a essere ricordato attraverso il nome e la memoria.
Il Campo della Memoria non è soltanto un luogo fisico. È uno spazio di raccoglimento, silenzio e continuità, nel quale ogni lapide, ogni nome e ogni segno presente richiamano il dovere di custodire il ricordo con serietà, misura e rispetto.
La cerimonia Ignis Aeternus si è svolta in un clima composto e raccolto. I presenti si sono riuniti per rendere omaggio ai caduti, mantenendo vivo un ricordo che appartiene prima di tutto alla pietà verso chi non è più tornato.
In una giornata dedicata alla memoria, la cura delle lapidi ha assunto un valore particolare: rispetto per i caduti, attenzione verso il luogo che li ricorda, responsabilità nel custodire la memoria e continuità tra chi ha ricordato prima di noi e chi continuerà a farlo domani.
In un tempo in cui anche i luoghi della memoria sono stati talvolta oggetto di offesa e profanazione, rimettere ordine alle lapidi non rappresenta una semplice manutenzione, ma un atto di civiltà.
La memoria vive anche attraverso questi gesti: fermarsi, pulire, sistemare, ricordare e custodire.
Perché il rispetto per i morti non dovrebbe mai essere terreno di divisione, ma un principio umano fondamentale.